Stage SSPSS 2015

Riflessioni degli studenti al rientro dallo stage all’estero 2015, Sri Lanka.

Chiara

Sono tornata da poco e sento già la mancanza dello Sri Lanka dove ho vissuto un’esperienza non facile ma estremamente favolosa.  Questa avventura mi ha aperto gli occhi sulla vita delle persone in un altro paese, sulla povertà, sulla capacità di accontentarsi di pochi beni materiali.  È stata un’esperienza piena di emozioni  e cambiamenti, tanta allegria e felicità nei bambini e ho percepito il grande cuore delle maestre che insegnano con molto impegno e generosità. I cambiamenti di programma sono stati numerosi ed abbiamo imparato ad essere flessibili e ad adeguarci alle necessità.  Lasciare le persone che abbiamo conosciuto è stato difficile ma resteranno per sempre nel mio cuore e non vedo l’ora di tornare nello Sri Lanka. È stata davvero un esperienza meravigliosa ed esprimo un sentimento di gratitudine nei confronti delle nostre docenti Antonella e Katia che ci hanno preparati, diretti e sostenuti in ogni istante e nei confronti della popolazione locale dello Sri Lanka che ci ha accolti con il sorriso e con tanta disponibilità.

Giulia B.

Alla partenza ti crei una serie d’immagini su quel che potrebbe capitare, su come potrebbe essere uno stage di volontariato in un paese del Sud, ma solo al rientro prendi veramente coscienza dell’esperienza che hai vissuto…

Torni con una visione globale diversa, più aperta e sottile. Percepisci meglio le sfumature, la complessità delle persone e delle situazioni. Si aprono nuovi orizzonti esterni ma soprattutto interiori: un mondo dentro di te, fatto di emozioni e sentimenti che non sapevi di avere e ti conosci un po’ meglio. Scopri nuovi cassetti del tuo cuore e piano piano elabori tutto quello che hai vissuto e non fai a meno di pensare “Ci tornerò!”…

Giulia M.

Sono passati tre giorni da quando siamo rientrati in Ticino, e devo ammettere che non ho ancora del tutto realizzato. Mi sento un po’ come quando siamo arrivati nello Sri Lanka: confusa, spaesata, e con la sensazione d’essere altrove. Non mi sembra vero che abbiamo già concluso l’esperienza, perché il tempo è volato. La voglia di tornare a casa c’era, perché avevo voglia di rivedere le persone a cui voglio più bene, ma mi è spiaciuto dover già dire “arrivederci” a chi ho conosciuto in Sri Lanka.

Mi sono trovata davvero bene, la gente è fantastica, trasmette allegria e positività, e mi ha insegnato che i veri problemi sono altri rispetto a quelli che così definiamo noi. Mi sono accorta che in occidente diamo tutto per scontato, siamo viziati e ad ogni piccolo ostacolo creiamo ansie che in realtà non esistono. Mi sono resa conto di quanto siamo fortunati e di quanto, malgrado ciò, ci lamentiamo, desideriamo sempre maggiori beni materiali e siamo sempre più ambiziosi.

Dato che non ho ancora preso coscienza che ora dovrò restare in Ticino, la tristezza e la malinconia di quel luogo meraviglioso e della sua gente mi verranno probabilmente più avanti. Ora sono troppo presa dal fatto che devo riordinare le cose e la mente, riabituarmi alla frenetica routine svizzera e al nuovo posto di stage. Quando però avrò ripreso i ritmi e ripenserò all’esperienza, allora penso che mi sentirò malinconica e la tristezza si farà strada dentro di me.

So che non dimenticherò mai nemmeno un istante di ciò che ho vissuto, e so che ci ritornerò. Non so come, quando e con chi, ma ci tornerò di sicuro prima o poi.

Ilaria

L’esperienza appena trascorsa è stata fantastica, ricca di emozioni positive e momenti indimenticabili.

Non è stato facile ma ne è sicuramente valsa la pena, ho imparato tante cose e ho conosciuto una nuova cultura, completamente diversa dalla nostra. Anche i metodi educativi mi sono apparsi molto diversi da quelli che ho conosciuto in Ticino. Abbiamo  avuto modo di visitare scuole, asili, un orfanotrofio e ciò mi ha aiutata ad entrare in empatia con la gente.

Alcuni momenti sono stati bellissimi e altri un po’ più impegnativi se non difficili, ma nonostante ciò tutto è andato bene, grazie alla preparazione ed al sostegno delle nostre docenti e grazie alla presenza del gruppo, all’interno del quale si è creato affiatamento e solidarietà.

Sono molto soddisfatta di tutto ciò che abbiamo svolto e vissuto e sento di avere imparato molto dalla popolazione indigena dello Sri Lanka.

Inoltre durante questo mese ho avuto modo di riflettere su tante cose, alle quali prima non avevo mai pensato e sulle quali non mi ero mai soffermata.

Il tempo è volato e ho passato dei giorni fantastici che sicuramente non dimenticherò.

Adesso, dopo qualche giorno dal rientro, ho già iniziato un nuovo percorso di stage e ho già potuto osservare molte differenze.

Auguro a tutti coloro che vorrebbero vivere un’esperienza di questo genere di poter realizzare il loro desiderio, perché è qualcosa di veramente speciale che merita di essere vissuto!

Lou

Ed eccoci alla fine di quest’esperienza, ancora non riesco a credere che il tempo sia volato così velocemente.

Credo sia stata una delle esperienze di vita più belle che abbia mai fatto, la fatica che ho impiegato, le sudate fatte prima e durante lo stage sono valse per ciò che ho provato e conosciuto. Mi sono innamorata del luogo, della gente, dei bambini.

Ci sono stati momenti dove mi sentivo quasi sconfortata, ma grazie alla pratica svolta in passato, le teorie apprese negli ultimi 4 anni, ce l’ho sempre fatta, scoprendo delle qualità in me stessa che ancora non conoscevo.

Non si tratta solo di un viaggio per migliorare le proprie competenze sul campo, ma anche di un viaggio che porta alla scoperta di se stessi, nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti.

Consiglierei a qualsiasi persona l’esperienza di buttarsi e scoprire l’esperienza di vita quotidiana di una cultura molto diversa dalla nostra.

Ho visto metodi che sinceramente la mia morale non approva, ma la sfida più dura è quella di adeguarsi, di stare al proprio posto, di non superare i propri limiti, senza sconvolgere le loro abitudini e metodi, lavorando nel rispetto dei valori locali e della cultura locale.

L’esperienza che più mi è rimasta impressa nel cuore è stata l’occasione, oltre al lavoro con i bambini di tutte le età, di poter lavorare con mamme di figli diversamente abili dando loro lezioni d’inglese. Queste donne mi hanno aperto un’altra strada, mi hanno mostrato il fascino di insegnare a persone adulte.

Ringrazio quindi di cuore la scuola, le docenti Katia Papa e Antonella Trabattoni che ci hanno permesso di poter vivere quest’esperienza, non meravigliosa e arricchente ma ancor di più!

Sara

I momenti vissuti nello Sri Lanka sono ancora molto vivi nel mio cuore, sebbene siamo già tornati da alcuni giorni.

Le poche settimane trascorse ad Aluthgama sono state intense e ricche di emozioni, che spesso sono difficili da spiegare a coloro che non le hanno vissute in prima persona. La gente del luogo è sempre molto cordiale e i bambini non sono da meno: malgrado la povertà e le poche risorse disponibili sono sempre spensierati e pronti a fare qualche scherzetto! Questa esperienza mi ha fatto capire come di per sé basta davvero poco per creare qualcosa di bello e divertente: non serve avere i giochi più belli, basta una vecchia altalena; non occorre avere materiali specifici per fare una ghirlanda colorata che abbellisca un’aula…ma l’importante è avere idee e molta volontà!
Questo pensiero mi è rimasto molto impresso nella mente, specialmente dopo aver visto quale miracolo ha fatto l’anziana maestra di un piccolissimo asilo rurale ai confini con la foresta, trasformando un microscopico locale in un piccolo reame per 19 piccoli re e regine, ricco di colori e amore!

Samuele

Sono stati molti, i mesi che ci hanno preparati alla partenza, talmente tanti che sembravano non finire mai. Poi però, il tanto atteso 18 ottobre é arrivato, e con esso l’inizio di questa esperienza di stage all’estero. Il periodo trascorso nello Sri Lanka é volato via veloce veloce e avrei voluto fosse più lungo.

Questo stage di volontariato é stato in tutto e per tutto un’esperienza indimenticabile e arricchente. In particolare ho apprezzato la varietà delle esperienze lavorative nelle quali abbiamo potuto sperimentarci. Il mattino siamo stati al servizo delle maestre di una scuola dell’infanzia con bambini di 4 e 5 anni; il pomeriggio, a gruppi, abbiamo gestito in maniera autonoma  lezioni di inglese con ragazzi  dai 10 ai14 anni; il mercoledì pomeriggio, con la  compagna Lou, è stato per me il momento delle lezioni d’inglese ad un gruppo di mamme di ragazzi disabili ed infine la domenica mattina vi è stata l’organizzazione delle diverse attività della Sunday School.

È stato inoltre particolarmente significativo il fatto di entrare in punta di piedi nella routine giornaliera di adulti, bambini ed anziani ed osservare da vicino e in prima persona il loro “vivere la giornata”, tanto diverso dal nostro. Per le strade di Aluthgama, tra i tavoli della “Rahula Nursery” e tra i banchi del tempio buddista dove abbiamo svolto le attività del pomeriggio, la cosa che forse maggiormente mi ha colpito é come le persone siano inclini al sorriso, al vero sorriso, anche in condizioni materiali molto precarie.

Adesso sono a casa ma devo ancora prendere coscienza che la permanenza nello  Sri Lanka é terminata. Questa esperienza ha rafforzato la mia volontà di tornare all’estero per dare ancora, in futuro, il mio contributo nell’ambito del volontariato.

Maggiori info le potete trovare direttamente sul sito della scuola.