Stage SSPSS 2014

Stage SSPSS 2014

La casa di accoglienza Helianto che ha ospitato il gruppo di studenti ticinesi SSPSS, accompagnati dalle docenti Antonella e Katia.  per lo stage all’estero 2014 che si é svolto ad Aluthgama nello Sri Lanka, dove da anni opera l’associazione Helianto.

L’edificio è stato terminato alcune settimane prima ed é stato ammobiliato con mobili fatti a mano da artigiani locali. Gli studenti della SSPSS,giunti nello Sri Lanka alla fine di settembre, sono stati i primi ospiti della casa.

Riflessioni degli studenti prima della partenza per lo Stage di volontariato.

Sharon Musatti

Manca all’incirca un mese alla nostra partenza, un mese alla realizzazione del mio sogno più grande. Trovo che aiutare l’altro sia un’azione fantastica, soprattutto perché la maggior parte delle volte è proprio l’altro che dona tutto sé stesso. Sono certa che questo viaggio mi cambierà la vita; la motivazione più grande che mi ha spinta a candidarmi a quest’esperienza è quella di poter conoscere un popolo con abitudini diverse da noi, proprio come quello dello Sri Lanka. Poter dire finalmente, io l’ho vissuto. Le emozioni che mi accompagnano in questo mese di attesa sono molte, sono piena di entusiasmo e impaziente di partire. Spesso mi capita di sognare ad occhi aperti e cerco di immaginarmi come possa essere. Sono pronta, pronta a partire con una gioia immensa che mi riempie il cuore, pronta a dare tutta me stessa ai bambini che ci aspettano…allo stesso modo tengo le braccia aperte, pronta a ricevere tutto quello che lo Sri Lanka mi donerà.

Anna Vetter

La partenza per questa grande avventura si avvicina sempre più. Diciamo che dentro di me posso riconoscere un senso di curiosità, ma anche un senso di agitazione in quanto è difficile immaginare perfettamente cosa ci aspetterà. Sono comunque molto felice di aver l’opportunità di partire per un’esperienza di questo tipo, sono felice di poter stare a contatto con persone di un’altra cultura e poter sicuramente imparare molte cose che potrò portare sempre nel mio cuore.

Durante gli incontri per pianificare le lezioni e le attività che andremo a svolgere con i bambini, ci siamo sempre divertiti e abbiamo lavorato con costanza per raccogliere più materiale possibile. Sarà sicuramente un mese pieno di soddisfazioni, di riflessioni e di nuovi incontri. Sono molto curiosa inoltre di scoprire Aluthgama e tutto ciò che la cultura srilankese ci offrirà.

Speriamo di riuscire a portare anche un po’ di noi stessi nel paese, così che le persone con cui avremo a che fare potranno sempre ricordarci.

Genet Catic

Le motivazioni che mi hanno spinta a voler vivere questa esperienza sono la voglia di conoscere gente nuova, nuovi modi di vivere e soprattutto il desiderio di fare qualcosa di concreto per qualcuno che è nel bisogno. Penso che questa esperienza sarà in grado di cambiare il mio modo di affrontare la vita.

Quando ho letto la mail che confermava la mia partecipazione allo stage, ero talmente emozionata e felice che ho cominciato a piangere dalla gioia. Fare questa esperienza per me è un sogno che si avvera.

Gli ultimi mesi sono stati molto impegnativi perchè dovevamo raccogliere il materiale e i fondi per lo Sri Lanka. Anche se impegnativi questi mesi sono stati anche molto soddisfacenti perchè abbiamo raccolto molto.

L’avvicinarsi della partenza mi mette molta allegria, felicità, gioia, euforia, in poche parole quando penso allo Sri Lanka mi sento la persona più felice del mondo anche se non realizzo ancora completamente l’opportunità che mi è stata data.

Non vedo l’ora di partire e vivere questa esperienza al massimo!

Giulia Mazzucchelli

Questa esperienza mi permetterà di conoscere per la prima volta una realtà completamente diversa da quella in cui vivo. Mi ritengo più che fortunata per la possibilità di partite per questo mese di volontariato. Interagire con persone “lontane” dal nostro stile di vita è un’esperienza che sicuramente mi permetterà di ampliare le mie conoscenze e di imparare qualcosa che – spero – porterò per sempre con me.

Ora come ora, a meno di un mese dalla partenza, provo una forte curiosità per quello che mi aspetterà. Quando cerco di immaginarmi come si svolgerà questo mese, la voglia di partire cresce sempre di più. Mi sento bene e pronta, se ci saranno problemi li risolverò con l’aiuto degli altri.

Lucia Biondina

Il conto alla rovescia sta per terminare e la nostra partenza si avvicina.

Non vedo l’ora di poter incontrare i volti dei bambini che, da quando ho saputo avrei partecipato a questo progetto nello Sri Lanka, continuo a immaginarmi. Penso soprattutto ai loro sorrisi quando daremo loro il materiale che abbiamo raccolto grazie alla collaborazione di moltissime persone e sono sicura che sarà una sensazione indescrivibile.

Ammetto anche di avere un po’ di paura, perché non avendo mai fatto un’esperienza del genere non so quale possa essere l’impatto emotivo su di me, ma sono sicura che con i miei compagni non mancherà di certo il sostegno e l’aiuto reciproco nei momenti difficili.

Ho davvero voglia di scoprire una realtà diversa dalla mia, poter conoscere persone con abitudini e usanze differenti con le quali confrontarmi e dalle quali imparare.

Sono convinta che mi arricchirà moltissimo a livello personale e che sarà un’esperienza da condividere al nostro ritorno cosicché anche altre persone siano spinte a voler vivere quest’avventura!

Mara Borri

…e finalmente il mio sogno si sta avverando…

Spesso penso al giorno della partenza e piano piano guardo avanti, mi accorgo che il fatidico momento si sta avvicinando sempre più, lentamente, ma si avvicina. I cassetti dei desideri si stanno aprendo un po’ tutti diventando grande, realizzando i miei sogni. Il più grande, il più importante e che ho da sempre, è appunto quello di svolgere un volontariato all’estero.

Mi sento davvero fortunatissima di poter intraprendere questa, meravigliosa e unica esperienza! Sono emozionata già ora dall’idea di partire. So che vi saranno momenti positivi, ma anche impegnativi. Questo è normale, ogni cosa ha aspetti belli e difficili. Sono però certa che ciò che mi rimarrà nel cuore e nella mente sarà impresso per sempre.

I motivi che mi hanno spinta a svolgere questa esperienza sono molti, ma ora che sto iniziando a comprendere realmente cosa andrò a svolgere nello Sri Lanka, le motivazioni aumentano sempre di più. Sono molto interessata a conoscere la realtà di un paese povero, ma soprattutto non vedo l’ora di scoprire il sorriso degli abitanti di Aluthgama.

Volerò lontana, verso un paese visto solo su Youtube. Lo vivrò non solo con gli occhi, ma con il cuore e con sentimento. Cercherò di dare tutta me stessa. Sicuramente sarà un’esperienza di crescita, lontana da casa, dalle mie certezze e abitudini. Dovrò mettere alla prova il mio spirito d’adattamento. Andremo a conoscere una nuova realtà. Aiuteremo a concretizzare un nuovo progetto, sostenendo mamme e bambini.

Cercheremo di portare il nostro aiuto in un asilo e in una scuola, abbiamo preparato materiali di sensibilizzazione sull’importanza dell’igiene, cercheremo di essere utili nell’organizzazione di una nuova struttura dove dormiremo e lavoreremo. Dall’esperienza imparerò a stare insieme ai miei compagni e condividere con loro ogni giorno di questa avventura.

Avrò modo di sentire una lingua completamente sconosciuta, vedere una diversa  scrittura, mi aprirò al mondo degli altri e ad una cultura diversa da quella che conosco, conoscerò cibi nuovi,.. amplierò il mio bagaglio di conoscenze. È un sogno che la nostra scuola ci ha offerto e che avrò la possibilità di realizzare, sarà un’esperienza molto forte, nuova, sconosciuta, da condividere con coetanei e docenti.

Non vedo l’ora di arrivare nello Sri Lanka e vedere il sorriso di chi mi starà vicino. Il sorriso di persone che spero possano gioire della nostra presenza, della solidarietà che noi offriremo. Immagino che mi troverò in una nazione con minori beni materiali rispetto alla nostra, ma sono convinta che a livello spirituale, emotivo e sociale siano molto più sviluppati rispetto a noi. Penso che oltre ad aiutare gli insegnanti a scuola, all’asilo e nel tempo libero, sarò io la prima ad imparare molto da loro, come ad esempio il valore della vita!

Sono sicura che rientrerò in Svizzera con una maggior maturità, con tanti dubbi rispetto ai beni materiali che abbiamo, al nostro stile di vita e sicuramente altro ancora. Questa esperienza mi darà lo stimolo per avventurarmi in altre sfide… chissà se ancora all’estero?!

Sharon Falconi

Mi chiamo Sharon Falconi, ho diciotto anni e vivo a Losone con la mia famiglia. Una delle cose che più amo è “viaggiare”, ed è questa la motivazione principale che mi ha spinta a candidarmi a questo progetto. Finora i miei viaggi sono stati principalmente una vacanza, in cui c’era il comfort e non ci si trovava quasi mai in situazioni difficili. Ma sono riuscita a capire che non sono questi i tipi di viaggi che ho intenzione di intraprendere nel mio futuro; infatti sono intenzionata a vivere dei viaggi “veri” nei quali si entra direttamente in contatto con la realtà locale. Lo stage di volontariato all’estero sarà uno spostamento fisico e mentale che ci permetterà di uscire dal nostro quotidiano e vedere una nuova realtà, ciò che mi interessa moltissimo.

Un’altra motivazione che mi ha spinta a desiderare di prender parte a questo progetto è stata la possibilità di seguire e lavorare con i bambini. Mi piace passare il mio tempo con loro e accompagnarli nella crescita; inoltre ho scoperto di riuscire a relazionarmi bene con loro e credo di essere anch’io apprezzata da queste piccole persone.

È difficile spiegare come mi senta ora, ora che manca così poco alla tanto attesa partenza. Sono immersa in molti pensieri e sentimenti e so che questi non faranno che crescere. Sono emozionata per l’esperienza che sto per vivere ma anche un po’ spaventata. Trovo sia normale esserlo, perché sto per cambiare il mio modo di vivere per un mese ed entrare in un altro, ma non solo. So che questo viaggio mi permetterà di cambiare qualcosa anche dentro di me, mi permetterà di crescere interiormente e affrontare anche i momenti più delicati che si presenteranno. Sono certa che avere l’occasione di vivere un’esperienza simile possa dare moltissimo. Sicuramente mi farà aprire gli occhi su molte cose, su altre realtà, altre culture, altre persone e considerare il mondo sotto un altro punto di vista.

Concludo confidando che sognavo con tutto il  cuore di poter essere una degli otto ragazzi che avrebbero preso parte al progetto, e mi sento così felice e fortunata nel poter realizzare  questo mio sogno.

Simone Crivelli

Mi sento molto fortunato di essere entrato a fare parte di quest’avventura. Era una vita che aspettavo un momento simile. Non ho mai viaggiato. Ora manca meno di un mese alla nostra partenza; l’entusiasmo e la voglia di partire già si fanno sentire da tempo. Sono curioso, porto questa curiosità dentro me sin da piccolo quando mi entusiasmavo guardando documentari televisivi mostranti civiltà a noi lontane; tra non molto potrò finalmente sapere di persona cosa significhi vivere a stretto contatto con una società diversa da quella che mi circonda e che, sinceramente, inizia a starmi un po’ stretta.

Credo che lo Sri Lanka, la sua gente e tutto ciò che mi accompagnerà lungo tutto il mese della nostra permanenza mi arricchiranno molto; avrò finalmente la possibilità di accedere ad un altro punto di vista per guardare, osservare e capire la vita. Non porterò con me alcuna aspettativa, voglio farmi stravolgere dalla bellezza del diverso, ho sempre creduto fermamente che solo ciò che vediamo per la prima volta scatena in noi emozioni forti, quelle che ci cambiano. Farò il possibile per sfruttare al massimo ogni attimo di questa esperienza così da vivere a fondo la preziosa opportunità che mi è stata data.

Non vedo l’ora di distaccarmi, almeno per un po’ dalla nostra realtà: dalla superficialità e dalla competitività con le quali ogni giorno dobbiamo convivere. Sento il bisogno di gente umile, disposta ad accettarmi per ciò che sono. Mi metterò in gioco e farò di tutto per imparare, conoscere e trasmettere il più possibile.

Non aspetto che partire!

Riflessioni degli studenti alla fine dello Stage di volontariato nello Sri Lanka

Sharon Musatti

Sembra ieri il giorno in cui ho dovuto scrivere la mia prima pagina di diario, il titolo “PARTENZA” così in grande che sprizzava gioia da sé.  Ora, invece, è il momento di scrivere le migliaia emozioni che ho provato e ad occhi aperti rivivo ogni singolo giorno trascorsosu quest’isola…

Caro Sri Lanka,

sei stato per me un grande maestro di vita. Ho imparato a conoscere le tue  tradizioni, le  religioni ed i tuoi alimenti ma soprattutto mi hai permesso di conoscere persone ricche, ricche nel profondo del cuore.  Proprio così, mi hanno saputa accogliere a braccia aperte, come fossero la mia famiglia. I beni materiali erano pochi, rari, eppure non c’è stata una persona che non abbia dato tutta se stessa per noi. Il sorriso è sul viso dei Singalesi, e questo è il loro incredibile potere… sicuramente da invidiare! Provo ammirazione per questo popolo, sottomesso da molti ma che non ha mai perso la capacità di trovare la gioia nei piccoli gesti di vita. Camminando per le strade respiravo una spiritualità che inconsapevolmente invadeva il mio corpo, così mi sono lasciata trasportare da questa leggerezza e da questa bontà che si trova nel cuore di ogni essere umano di questa terra, terra rossa, terra dalle mille meraviglie.

Come credo si sia potuto capire, questo paese mi ha permesso di aprire gli occhi facendomi capire quanto la vita sia un bene prezioso e quanto non siano i beni materiali a creare la felicità. Anzi, la spiritualità e il senso di comunità che hanno queste persone sono la vera felicità. La bambina all’asilo che ti porge un cucchiaio di riso, i fiori che ti portano ogni mattina…non dovrei forse imparare da loro? Certo, sono stati questi bambini i miei insegnanti, e son sicura di aver appreso più io da loro che viceversa.

Ho amato con tutto il cuore lavorare con queste persone, con questi bambini. Mi ci sono affezionata a questi occhioni neri che hanno cercato le mie attenzioni e mi hanno fatta divertire un mondo. L’asilo era un momento di felicità e spensieratezza, i bambini ci hanno accettati subito e noi abbiamo dato il massimo in ogni momento. Fra le varie attività abbiamo realizzato insieme tanti lavoretti manuali che sono serviti, alla fine del mese, ad allestire una mostra, visitata da altre scuole ed altri bambini. Abbiamo osservato una grande curiosità e voglia di sapere, sia nei bambini dell’asilo, sia nei  ragazzi della scuola del pomeriggio. Impegnatissimi nell’apprendere da noi, con loro abbiamo sviluppato una relazione molto intensa come se appartenessimo alla stessa famiglia. Proprio per questo motivo siamo rimasti in comunicazione.

Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile questa esperienza maestra di vita. Dunque…caro Sri Lanka, cari bambini, cari ragazzi e caro Saman, vi porto nel mio cuore in Svizzera, con la grande gioia e la grande fortuna di avervi potuti conoscere. Non dimenticherò mai i vostri insegnamenti e con un po’ di malinconia vi dico:

A PRESTO, AIUBOWAN!

Anna Vetter

È difficile descrivere questo intenso mese, mi sono sempre trovata in tante situazioni che mi hanno regalato tante emozioni. Le giornate a scuola erano molto impegnative, ma mi bastava guardare gli occhi dei bambini che brillavano per la felicità e tutto sembrava più leggero e avevo la forza e l’energia per continuare il mio compito. Ogni giorno è stata una nuova sfida che ho sempre affrontato con il cuore e la mente aperti. Poter aiutare le persone mi ha sempre fatto sentire più viva di quello che ero. Ho incontrato persone speciali con un grande cuore, un grande sorriso, un forte senso di spiritualità e soprattutto persone che vivono serene e in pace con loro stesse. Ho imparato anche che la vita viene vissuta appieno e viene apprezzata di più, credo sia quello che ogni essere umano debba fare. Il popolo dello Sri Lanka mi ha ricordato di apprezzare anche le cose più semplici come un sorriso, un saluto sincero e un fiore profumato. Questa esperienza segnerà la mia vita per sempre, mi ha aiutata ad acquistare forza e fiducia in me stessa. Non potrò mai dimenticare gli sguardi luminosi dei bambini che amano imparare. Se sincero, un sorriso, può avere più effetto delle parole.

Genet Catic

Questa esperienza mi ha dato tantissimo. Non saprei da dove iniziare per descriverla e per esprimere quello che mi ha trasmesso.

Ciò che maggiormente mi ha colpita è stata la gente. Le persone che ho avuto la possibilità di incontrare e conoscere nello Sri Lanka, sono davvero fantastiche. Non ho mai conosciuto persone simili in quanto hanno il sorriso sul viso tutto il giorno; anche se qualcosa non va cercano di affrontarla con il sorriso.

Quello che ho maggiormente imparato nello Sri Lanka è la questione del non lamentarsi. Le persone che ho conosciuto non si lamentavano mai, nonostante non avessero tutto nella vita. Sono persone ricche nell’anima e questo basta. Questo è un insegnamento che vorrei riuscire a trasmettere alle persone che mi stanno intorno qui, perchè spesso non si capisce quanto si è fortunati nella vita e non la si apprezza completamente.

Un’altra cosa che mi ha colpita sono i bambini e la loro voglia di imparare, veramente invidiabile, da prendere come esempio. L’ esperienza nello Sri Lanka mi ha permesso di sentirmi utile, cosa che prima non percepivo. Ho ricevuto talmente tanto, grazie a questa esperienza, che in futuro la vorrei rifare.

“Le persone semplici sanno cogliere sfumature che molto spesso sfuggono a chi è troppo convinto delle proprie idee.” Francesco Coratti

Ayubowan!

Giulia Mazzucchelli

Sono tornata in Svizzera soltanto da pochi giorni e non riesco a fare altro che pensare a tutto quello che ho vissuto nello Sri Lanka.

In questo mese ho conosciuto delle persone splendide che non avrei mai pensato di incontrare in vita mia. Siamo stati accolti a braccia aperte e dal primo istante ci hanno fatto sentire come se fossimo a casa nostra. Tutti quelli con cui abbiamo lavorato sono sempre stati disponibili dei nostri confronti, ci hanno dedicato tanto del loro tempo e ci hanno sempre aiutati.

Questa piccola isola a sud dell’India sembra vivere senza il nostro stress e la nostra competizione. Le persone affrontano la vita giorno per giorno ringraziando quello che gli è stato dato senza chiedere di più. La loro umiltà mi ha colpita moltissimo.

I bambini con cui ho lavorato a scuola erano felici di avere un docente che teneva loro una lezione dal momento che spesso nessuno li seguiva. Ricevere il materiale scolastico che abbiamo portato dalla Svizzera è stato per loro fantastico . Non riuscirò mai a dimenticare quei visi illuminati semplicemente per aver ricevuto lo stretto necessario per scrivere.

Per la prima volta in vita mia ho vissuto un mese senza sentire alcun tipo di lamento. Ognuno era semplicemente felice per quello che era. Nessuno si lamentava per le cose che capitavano, per ciò che mancava o se qualcosa non funzionava, ognuno vedeva soltanto i lati positivi e si accontentava in silenzio.

Questo sapersi accontentare ed essere felici con poco o niente, è stato l’insegnamento più grande che ho ricevuto finora. È bello riuscire a vedere le cose da un altro punto di vista. Anche se le situazioni vissute in questo mese non sono state sempre facili, ho imparato ad apprezzare ogni una minima cosa. Ho vissuto un mese con il sorriso  e con serenità,  si faceva tutto con un piacere immenso.

Lucia Biondina

Parlare di quest’esperienza non è facile; tante sono le emozioni vissute in un solo mese nello Sri Lanka e mi sembrano poche le parole per descriverle.

Vorrei cominciare ringraziando con tutto il cuore le persone che ci hanno accolti a braccia aperte, sempre solari e disponibili in qualsiasi momento: GRAZIE!

Mi sento davvero fortunata per aver potuto vivere in una realtà completamente nuova, ho potuto vedere e capire cose che in precedenza esistevano solo in parte nella mia immaginazione. Scoprire e conoscere una nuova Terra e le sue persone mi ha permesso di riscoprire anche me stessa. Ogni persona attorno a me mi ha regalato qualcosa a livello personale che intendo valorizzare e che a mia volta spero di poter trasmettere, in modo quest’esperienza continuerà amplificandosi sempre più.

Nel lavoro svolto con i bambini ed i ragazzi ho sempre cercato di dare il meglio di me e la gioia che mi hanno dato loro è immensa; non scorderò mai i loro sorrisi!

Quando si vuole fare del bene non esistono limiti se si parla col cuore.

Mara Borri

Premetto che nessun vocabolo, nessuna immagine, niente riesce a descrivere tutte le emozioni che ho provato durante  questo mese di stage all’estero. Sono però certa che tutti i sentimenti che ho nel  cuore, vi rimarranno incisi per sempre!

Caro Sri Lanka,

in questo fantastico mese, sei stato per me un grande maestro, una guida che mi ha insegnato o per lo meno hai provato a farmi capire cosa vuol dire VIVERE. I sorrisi, gli sguardi, la gentilezza, la voglia di vivere, la felicità d’imparare li ho trovati solamente soggiornando sulla tua terra anche se per un breve periodo.

“Il volontariato è una delle azioni più egoiste al mondo, si riceve di più di quello che si da”, questa frase racchiude tutte le emozioni e sensazioni che ho sentito nel profondo del mio cuore.

Ciò che mi ha colpita maggiormente è la semplicità e la tranquillità dei tuoi abitanti che vivono la vita alla giornata, accettandola con spontaneità senza grande programmazione, vivendo e godendo ogni singolo minuto! La vita è dura, ma i singalesi riescono a renderla “semplice” con il sorriso.  Io ho dato tutte le mie forze, tutte le mie possibilità! Il mio impegno sarà servito ?

Non lo so, ma spero che anche solo una briciola di tutto ciò che ho provato a trasmettere sia stata d’aiuto ai bambini con cui ho lavorato.

Grazie a te ho conosciuto persone, religioni, tradizioni, cibi nuovi, ma soprattutto persone che fin dal primo istante mi hanno accettata a braccia aperte come se facessi parte della  famiglia! Persone povere materialmente, ma che danno tutto ciò che possiedono in ogni momento della giornata.

Sri Lanka, in questo mese mi hai fatto aprire gli occhi, il cuore e la mente permettendomi di crescere e maturare ogni giorno di più. Questa esperienza, mi ha permesso di conoscermi meglio, di scoprire le mie risorse ed i miei limiti. In ogni situazione ho cercato di dare sempre il meglio di me e di vedere sempre il lato bello di ogni singolo momento.

Grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnata in questo sogno ormai realizzato, vi porterò nel mio cuore per sempre! Non dimenticherò mai i vostri sorrisi e la vostra voglia di vivere e con tristezza vi saluto, sapendo che svolgerò altri stage di volontariato!

Aiutare gli altri è una sensazione bellissima che mi fa sentire viva!

Ayubowan

Sharon Falconi

È difficile trovare le parole giuste per descrivere l’esperienza che ho appena avuto la fortuna di vivere perché, per quanto possa sembrare banale, le parole non bastano per descriverla.  Quando sono stata scelta mi sono sentita fortunata, ma solo ora che ho  vissuto quest’esperienza capisco di esserlo stata per davvero. Questo mese non è stato che un assaggio, perché lo ritengo un periodo davvero breve per scoprire e conoscere un’altra realtà. Ma è bastato per lasciare un segno dentro di me e per farmi capire che vorrò ripetere un’esperienza simile, per un  periodo più lungo.

Questo viaggio mi ha dato molto e credo veramente di essere riuscita a dare il meglio di me in tutto quello che ho fatto, con i bambini, con le persone, con il gruppo. Penso di non aver mai messo tutta me stessa e tutta la mia energia come sono riuscita a fare in questo progetto.

Ho lavorato in un asilo ad Aluthgama, a cinque minuti a piedi da casa; andavo al lavoro con una mia compagna che lavorava in un asilo accanto al mio. Al mattino lavoravo con le due maestre, mentre al pomeriggio i bambini dei due asili venivano riuniti ed è qui che abbiamo avuto delle responsabilità superiori in quanto spettava  a noi tenere una lezione d’inglese. All’inizio è stato difficile perché avremmo dovuto semplicemente sostenere il lavoro delle maestre, ma per finire siamo diventate noi le insegnanti. Ho apprezzato moltissimo poter dare concretamente una mano insegnando inglese a dei bimbi.

Nello Sri Lanka mi sono sentita utile senza pretendere niente in cambio, lo stesso atteggiamento che ho riscontrato nelle persone del luogo. Non esiste il dare per ricevere, si dà semplicemente per il piacere di donare, con il cuore. Anch’io ho dato spontaneamente il meglio di me.

Ora sono tornata e ho iniziato a lavorare in un asilo nido, nel quale mi trovo benissimo e svolgo un lavoro che adoro. Eppure mi sento ancora con la testa nello Sri Lanka, vorrei tornare indietro per poter rivivere ogni singolo momento, per essere la persona felice e serena che ero li. Tuttavia non mi scoraggio e cerco di essere com’ero laggiù anche se non è sempre facile. Ciò che più ho apprezzato sono le persone dello Sri Lanka, esseri umani meravigliosi in grado di trasmettere moltissimo grazie ad una grande semplicità, umiltà e purezza, senza dare nulla per scontato.  Ho potuto sentire  sulla mia pelle queste magnifiche loro qualità. La povertà materiale non è nulla rispetto alle qualità umane che sanno trasmettere.

 Lo Sri Lanka mi ha permesso di amplificare i miei sensi in maniera nuova, ed ha lasciato in me odori, suoni, gusti ed immagini che non scorderò e porterò sempre nel mio cuore.

Simone Crivelli

Mi sono ritrovato, dopo poco più di dieci ore di volo, in un nuovo mondo. Un mondo caldo, umido e pieno di vita. Nello Sri Lanka tutto prende più vita rispetto a ciò a cui sono stato sempre abituato. Madre natura su quell’isola incantata fa ancora da regina e, incitata ed aiutata dal clima, riesce a scatenare tutta la sua potenza e la sua maestosa bellezza; vi sono gli odori molto forti presenti ovunque, che convivono con una miriade di suoni e rumori di bus e veicoli a tre ruote, misti alle alte voci provenienti dalle attività private e dal mercato dove, ogni giorno, si cerca di raccimolare una somma di rupie sufficiente per affrontare la vita.

Ricordo molto bene che il mio olfatto era sempre stimolato da quel nuovo odore dei tropici che racchiude in sé un’infinita varietà di profumi in contrasto tra loro e animati dal torrido caldo e dall’elevata umidità. L’odore dei tropici è un insieme di aromi piacevoli e nauseanti allo stesso tempo; è un’elaborata composizione di fiori freschi, frutta, spezie, sudore e alimenti ormai avariati. A quelle latitudini sembra quasi che l’umidità dia corposità e vita a queste fragranze che, quando le percepisci, poi si inseriscono nelle narici e nei vestiti senza più lasciarti. Questa caratteristica l’ho apprezzata tantissimo perché mi sembrava che il mio corpo non fosse mai spento, avevendo i sensi stimolati di continuo. È un’esperienza fantastica arrivare in una terra che non rappresenta le tue radici; ci si sente un po’ disorientati, ma vivendoci, riconosci che il soggiorno in questa terra, in questa società avrà un ruolo molto importante anche per il tuo futuro, per la formazione della tua persona, per la tua vita.

Inizialmente ci si sente molto inferiori alla rigogliosa vegetazione, al soffocante caldo umido che provoca un’insaziabile sete. Ho notato moltissimo quanto l’uomo occidentale sembri quasi malato, indebolito con la maglietta perennemente condita di sudore, i capelli bagnati ed il viso pallido. Ci si sente inferiori rispetto alla gente indigena che vive in armonia con tutto ciò che la circonda, spiritualmente e fisicamente. Conducono una vita molto tranquilla scandita dai ritmi naturali, dalla tradizione, dalla religione e dalle relazioni. La loro esistenza scorre in maniera un po’ rallentata, è una vita che malgrado le enormi difficoltà non conosce fretta, non conosce quel concetto di frenesia per l’ottenimento di qualcosa, è un presente armonioso e melodioso.

Tutta la popolazione che dimora questo presente è gente umile, soggetta ad una società che, al contrario di quella dove sono nato e cresciuto, non ha scordato i valori umani fondamentali e non è avvelenata dall’attaccamento e l’accanimento nei confronti dei beni materiali. La gente è molto semplice, fantastica e questo è ciò che ora mi manca. La popolazione povera è la prova vivente di come la gentilezza non possa essere comprata con il denaro. Il condurre una vita umile, solidale, con delle non indifferenti difficoltà economiche e magari di salute, logora il fisico ma allo stesso tempo accende una grande sensibilità all’interno dell’anima di questa gente che ha del fenomenale. Il meraviglioso di questo aspetto è che ci si sente tanto lusingati dall’accoglienza, dai modi di fare e dalla purezza delle persone, che si viene in un certo senso contagiati. Si ha la sensazione d’aver vissuto fino in maniera passiva senza nemmeno rendersi conto della moltitudine di persone che ci attorniano e che avrebbero una storia da raccontare, un sorriso da donare o delle sofferenze da condividere. Tutto ciò, nel nostro mondo occidentale viene un po’ a mancare ed è un grandissimo peccato. Ho sempre disprezzato la maniera individuale di vedere la vita, ora la rigetto ancor più. Ho imparato da questa gente che bisogna mettere tutto ciò che possiamo nella nostra quotidianità, nelle relazioni e anche negli studi. Dobbiamo trarre il massimo da ogni opportunità che la vita ci offre, senza essere egoisti, schizzinosi o quant’altro. Ogni episodio che la nostra vita ci propone è un’occasione per conoscersi meglio e, nel nostro piccolo, portare un po’ di bene in questo mondo.

Ho apprezzato moltissimo questa fantastica esperienza, mi ha permesso di mettermi completamente a disposizione di persone che davvero ne necessitano. E ho imparato ed apprezzato che nulla ripaga il duro lavoro più di un sincero sorriso o un oscillante cenno con il capo.

Porterò per sempre nel cuore quest’Isola e la sua raggiante umanità.

Antonella Trabattoni e Katia Papa

Leggere le testimonianze degli allievi che hanno svolto lo stage nello Sri Lanka ci conferma l’importanza di quest’esperienza: un’esperienza di vita, di crescita personale, di conoscenza di sé, di aiuto e di lavoro intenso.

Un’immersione totale in una realtà nuova e completamente diversa dalla nostra, in cui s’impara tanto, si lavora in condizioni diverse, si sviluppa uno spirito di adattamento e di flessibilità, si toccano i propri limiti, si vive con umiltà e semplicità, si collabora con uno spirito di solidarietà e di aiuto.

Le parole non bastano per esprimere completamente quanto possa dare un’esperienza di questo tipo. Basta però osservare la loro motivazione e il loro impegno durante tutte le fasi del progetto, vedere i loro cambiamenti profondi, la loro crescita, la luminosità dei loro visi e sorrisi al rientro e la loro voglia di condividere quanto fatto ma soprattutto imparato, per capire l’importanza di una simile esperienza di vita.

Siamo giunti alla quinta edizione e ad ogni rientro abbiamo potuto osservare nei ragazzi  una crescita interiore importante. Anche per noi insegnanti, ogni edizione dello stage all’estero rappresenta un’esperienza sempre nuova che ci permette di conoscere meglio i nostri allievi, di condividere un periodo speciale e di grandi insegnamenti, di continuare a crescere ed imparare, entrando in relazione con la diversità.